Friday, March 21, 2008

BAIA DEL SILENZIO

Perline come pixel che si sgranano
sotto il tetto del tuo naso
le guance lucide di caldo
hai rughe più profonde anno dopo anno
ma quel riflesso di fiamma
quella lingua di fuoco che ti accompagna
scherma i tuoi occhi dagli attacchi
e i miei, dal ciclo svelto delle stagioni.

VARIE

Datemi una spada
e porterò l’orrore
affonderò la lama in rosee carni suine
berrò il sangue che cola dagli abiti armani
sugli scarpini di prada
poserò la mia avida lingua.

Datemi una spada
per tacere l’infinito rumore
pagherò l’orgia dei miei sensi malati
al centro del massacro, in un orgasmo ferale.

Datemi una spada
perché la mia casa è troppo calda
oppure basterebbe anche un ventilatore
la mia delusione d’amore
merita sicuramente molto meno furore.

Sunday, March 9, 2008

Una Devota Russa e la Regina Kiki



Foto di Marco Balostro.











Saturday, March 8, 2008

ORESTIADI 2003

Ho lasciato qualcosa stanotte
dentro al letto
non restituirla qualunque cosa sia.
Sono già fuori dalla porta
lungo il viale con le scarpe di tela
ho già visto tutto questo, o forse no.
Devo correre
restare ancora un po’, saprebbe già di eternità.

ORESTIADI 2003

Mi sono svegliata in questa stanza
certo che non è mia!
Non ci sarebbe un fucile sul camino
i tuoi occhiali nel cassetto
ed una foto di Totò.
Non è quest’ordine che mi appartiene
ma ti appartengo io
-stanza-
almeno fino a quando l’uscio
darà il tonfo alle mie spalle
ed io, come l’onda ferita dalla prua della nave
svanirò schiumosa tra i calcinacci
dei tuoi muri crepati.

ORESTIADI 2003

Se quel che è stato ieri fosse oggi
rifarei tutto daccapo
non ti saluterei con un semplice ciao
ma con un bacio.
Se quel che penso oggi fosse poi domani
mi metterei in viaggio tra tre minuti esatti
per non essere in ritardo sulla vita che mi batte.
Prima di uscire però devo ricordarmi di lustrare
tutti i ricordi di amori falliti.

ORESTIADI 2003

Zitta!
Mi hanno detto le tue mani.
Ferma!
Il palmo che preme le mie guance accese.
Terra fertile, sotto le tue dita satellite
sono svanita dentro lenzuola ruvide
e al mattino non ero che una macchia gialla
sul materasso bianco.

ORESTIADI "AMICA"

Lunghi capelli, di donna
raccolti o sciolti sul volto
folte ciglia filtrano gli sguardi.
Le mie lacrime riflesse, sull’ebano laccato
delle tue iridi rapprese.
Confessioni prigioniere, evadono tra spazi
di denti distanziati, come sbarre
sostenute da silenzi massacranti
rimbombano nell’abitacolo di un’auto
e fa mille volte eco la tua voce ancora adesso.
Cerco avida il tuo palmo
-aperto-
vi deposito il mio serrato pugno
-e attendo-
che dal tuo calore avvolte
svernino due dita, o tre.

Sunday, March 2, 2008

?#00

I destini delle anime incerte
si compiono come migrazioni
seguendo inconsapevoli, le immutabili rotte dell'universo.